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9.00 - 18.00 dal lunedì alla domenica
Informazioni culturali e artistiche aggiuntive sull'artista
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Bagno dell'Hotel Chelsea (1968), Figura con valigia (1969), Il bacio della luna (1979), Sogno di una notte di mezza estate (1983)
Narrativa figurativa, Pop Art
Oskar Kokoschka, Wilfredo Lam, Roberto Matta
Italiano, erede del Pop Art, geniale colorista, Adami è un inventore strutturato, appassionato di storia, che guarda il mondo che lo circonda e cerca di catturarlo per permetterci di vederlo così come gli appare, fissato in istanti che cambiano tutto.
Attraverso un prisma a colori, spruzza un tratto nero perfettamente identificabile che esprime la forza di questo transalpino che è alla pittura ciò che Scola è al cinema: un eterno sognatore, nostalgico di un tempo che non è mai stato; con quel pizzico di umorismo tagliente che gli permette di non prendersi mai troppo sul serio.
Valerio Adami è decorato dell'Ordine nazionale della Legion d'onore.
Valerio Adami nasce il 17 marzo 1935 a Bologna (Italia).
È molto giovane quando si appassiona all'espressione artistica e, dopo gli studi presso l'Accademia di Brera a Milano, si trasferisce a Parigi, dove i suoi incontri (in particolare con Matta) si materializzano nella sua pittura attraverso le prime influenze impressioniste e post-surrealiste.
Espone molto presto in Italia (ancora prima di compiere 25 anni) e le capitali europee seguono rapidamente, la forza della sua pittura non lasciando nessuno indifferente. Tuttavia, sarà necessario attendere gli anni '70 per vedere nascere veramente lo "stile Adami", quello del trionfo della figurazione narrativa. Erede del movimento che collega la pittura al fumetto, ma anche all'arte del manifesto cinematografico, Valerio Adami è IL rappresentante di questa nuova figurazione che vede anche l'avvento di pittori come Peter Klasen, Eduardo Arroyo e, in Francia, Jacques Monory, tutti eredi anche della Pop Art americana (pur essendo meno affascinati dei loro predecessori dalla società dei consumi).
In questa prospettiva, il lavoro di Adami è senza dubbio uno dei più compiuti e sicuramente quello più affermato. La sua espressione sulla linea nera che delimita il contorno di ogni cosa, mentre colori vivaci, saturi e non realistici, sottolineano una visione diretta e non un'interpretazione della mente logica, gli conferisce una forza fuori dal comune, quella dell'evidenza di uno sguardo.
Le sue ispirazioni, inizialmente rivolte al mondo moderno e all'uomo prigioniero di queste città senza vie di fuga, si orientano alla fine degli anni settanta verso la storia della civiltà occidentale.
Continua sempre a perseguire lo stesso obiettivo, mostrarci l'uomo nel suo ambiente di vita, ma ora passa attraverso il canale della storia per presentarcelo, erede di un mondo che va dalla mitologia a Stalin, che abbraccia sia Pandora e la sua scatola di terrore che Marat e il suo assassinio!
Negli anni ottanta, i più grandi musei d'arte moderna del mondo hanno reso omaggio a questo immenso artista che oggi è, a sua volta, ispiratore e promotore di ispirazione per molti giovani artisti...
© Natacha PELLETIER per PASSION ESTAMPES
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